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24 luglio 2016

SENZA FRONTIERE: campeggio di lotta contro i confini a Ventimiglia e dintorni [ITA-ENG-FRA]

SENZA FRONTIERE: campeggio di lotta contro i confini a Ventimiglia e dintorni

Dopo lo sgombero del 30 settembre del campo autogestito nato durante l' estate ai Balzi

Rossi, l' arrivo a Ventimiglia di persone in viaggio verso il confine francese non si è mai

arrestato.

Nell' aprile 2016 il ministro Alfano arriva in visita a Ventimiglia, dichiarando la sua

intenzione di “risolvere il problema e ripulire la città dai migranti”. Il dispositivo di

controllo e repressione messo in atto si manifesta con tutta la sua violenza: viene chiuso il

centro gestito dalla Croce Rossa, i migranti vengono rastrellati sui treni e nelle strade,

identificati con l' uso della forza e deportati in tutta Italia. Anche la repressione nei confronti

dei solidali diviene sempre più aggressiva.

Negli ultimi mesi, nonostante la violenza e le difficoltà si siano moltiplicate, nasce

l' esigenza di costruire momenti condivisi di lotta e riconquistare spazi di agibilità: la città è

sempre più militarizzata e si registra un crescendo di dimostrazioni di intolleranza e

razzismo.

Perciò sentiamo la necessità di costruire un importante momento di solidarietà attiva e

lotta diffusa contro il sistema di apartheid e la chiusura delle frontiere: rompiamo insieme

questi meccanismi di esclusione.

Appuntamento Venerdì 5 Agosto alle ore 9.00 a Tenda (Valle Roia) per iniziare con una

mobilitazione contro il raddoppio del tunnel e la devastazione della valle: fermiamo i

camion, aboliamo le frontiere.

Chi avesse bisogno di ospitalità per la sera del 4 agosto è benvenuto e può contattarci per

avere ulteriori informazioni.

Si invitano tutti quelli che parteciperanno a provare ad essere il più possibile indipendenti,

portando con se il necessario da campeggio.

Inoltre è molto gradito tutto l' aiuto che può arrivare nei giorni precedenti per

accompagnarci nell' organizzazione e nella logistica.

La zona del campeggio verrà comunicata soltanto all' ultimo momento.

Per info e contatti:

mail: senzafrontiere inventati.org

numero di telefono:

0033605789487


[FRA]

5 – 10 AOUT 2016

SANS FRONTIERES: camp de résistance contre les frontières à Vintimille et alentours

Après l' expulsion du 30 septembre du camp autogéré né durant l' été à Balzi Rossi,

l' arrivée à Vintimille de personnes en transit vers la France n' a jamais cessé.

En avril 2016 le ministre Alfano, en visite à Vintimille, déclare son intention de “résoudre le

problème et nettoyer la ville des migrants”. Le dispositif de controle et de répression mis

en oeuvre se manifeste alors dans toute sa violence: le centre de la croix-rouge est fermé,

les migrant.es deviennent l' objet de rafles quotidiennes à bord des trains et dans les rues,

sont identifié.es de force et déporté.es vers le sud de l' Italie. De meme, la répression à

l' encontre des personnes solidaires s' est intensifiée.

Dans les derniers mois, malgré la violence et les difficultés grandissantes, est née

l' exigence de construire des moments de lutte et de reconquérir des espaces de

possibilités et d' action: la ville est toujours plus militarisée et on observe des manifestatons

croissantes d' intolérnce et de racisme.

Aujourd' hui, nous sentons encore plus fortement la nécessité de construire un important

moment de solidarité active et lutte partagée contre ce système d' apartheid et la fermeture

des frontières: brisons ensemble ces mécanismes d' exclusion.

Rendez-vous Vendredi 5 Aout à 9h00 à Tende (Vallée de la Roya) pour commencer ces

journées par une manifestation contre le doublement du tunnel et la dévastation

programmée de la vallée: arretons les camions, abolissons les frontières.

Qui aurait besoin d' hospitalité pour la nuit du 4 aout est bienvenu-e et peut nous contacter

pour avoir d' autres informations.

Tou.tes les participant.es sont invité.es à un maximum d' autonomie en apportant le

matériel nécessaire à un camp.

Merci d' avance à tou.tes cell.eux qui pourraient arriver dans les jours précédents pour

accompagner l' organisation et la logistique.

La zone de campement sera communiquée seulement au dernier moment.

Pour info-contact:

mail: senzafrontiere inventati.org

numéro de téléphone:

0033605789487


[ENG]

WITHOUT BORDERS: camping against borders in Ventimiglia and surroundings

After the eviction on September, the 30th of the self-organized camp that was born during

the summer at «Balzi Rossi», the arrival in Ventimiglia of people travelling to the French

border has never been arrested.

In April 2016 the Minister Alfano arrived on a visit to Ventimiglia, declaring its intention to

“solve the problem and clean up the city by migrants.” The control and repression dispositif

that was putted in place showed up itself with all its violence: when the Red Cross local

center was closed, migrants were hunted on the trains and in the streets, identified with

the use of force and deported to the hotspots situated all around Italy. Even the repression

of solidarity became more and more aggressive.

In the last months, because of the repressive violence and all the difficulties, the need to

create shared moments of struggle and regain space of action was building up: in fact, the

city was progressively militarized and there are  growing intolerance and racism

demonstrations.

We feel the need to build an important opportunity for an active and widespread solidarity

struggle against the apartheid system and the closure of borders: let’s destroy these

mechanisms of exclusion.

The meeting point is on Friday, August the 5th at 9.00 hours in Tenda (a town in Valle

Roia, France) to join a mobilization against the constructions of the «Tenda Bis» tunnel (a

very expensive and useless tunnel across the mountain) and the devastation of the valley:

let’s stop the scravers, let’s abolish every border.

Everyone who needs accommodations for the evening of August the 4th is welcome and

can contact us for more information.

We invite all those who want to join us to try to be as independent as possible, taking with

them all the necessary needs for camping.

It is also very welcome all the help in the days before the camping to help us in the

organization and logistics.

The camping area will be communicated only at the last moment.

For information and contacts:

mail: senzafrontiere at inventati.org

telephone number:


0033605789487

Aggiornamenti da Como

18 luglio 2016: INTIMIDAZIONE FASCISTA E AGGIORNAMENTI DALLA FRONTIERA ITALO-SVIZZERA

Nelle scorse settimane, alla stazione FS di Como San Giovanni, hanno iniziato ad

accamparsi numerosi migranti che provano a passare il confine italo-svizzero ma vengono

continuamente respinti.

Nella notte tra il 15 e il 16 luglio si è verificata un' intimidazione fascista.

Oltre ad una quarantina di migranti, erano presenti 5 solidali  verso le 2.00 da una

macchina parcheggiata sono scesi tre soggetti, riconosciuti come appartenenti all' area

dell' estrema destra comasca, che stavano appoggiati all' auto impugnando delle spranghe

e rivolgevano ai presenti sguardi e gesti minacciosi.

Poco dopo è arrivata una seconda macchina, a targa tedesca, con a bordo altri quattro

nazisti che sono stati identificati e perquisiti dai carabinieri che nel frattempo erano passati

dalla stazione a bordo di una volante.

Da questo momento, per circa un paio d' ore, quattro macchine hanno continuato a ronzare

in stazione e nei dintorni, seguendo i solidali che provavano ad allontanarsi e prodigandosi

in saluti romani e insulti vari nei confronti di chi era presente.

Anche se questa volta nessuno si è fatto male, è evidente che i gruppi di estrema destra

della zona sono interessati alla situazione  pensiamo sia un fatto grave a cui bisogna

rispondere prima che sia troppo tardi: i recenti fatti di Fermo e Savona non fanno presagire

nulla di buono.

Da sabato è quindi presente in stazione, per tutta la notte, un gruppo di compagni e

solidali che presidia il piazzale a fianco dei migranti.

Anche la polizia è all' erta: da sabato rimangono fisse una camionetta di celere e un paio di

macchine di digos.

La situazione è in continuo movimento: ogni giorno arrivano persone diverse che provano

a prendere i treni per Chiasso ma vengono puntualmente respinte. Il 13 luglio sono

avvenute delle deportazioni: due pullman della Rampinini, hanno portato all' hotspot di

Taranto (facendo tappa a Bologna) circa 200 persone.

Ogni sera, in molti tornano in stazione a Como per passare la notte  ieri, domenica 17

luglio, erano presenti circa 150 migranti.

Chi arriva in stazione a Chiasso viene “raccolto” all' interno di reti metalliche disposte per

formare un gabbione, poi si procede con lo smistamento: c' è chi viene respinto subito e

rispedito in Italia, oppure chi viene portato a Coldrerio, passa la notte in un bunker, e viene

riportato a Como la mattina dopo con dei furgoni sui quali le guardie ti legano le gambe.

Le guardie di confine ignorano le richieste di asilo usando come pretesto la lingua: parlano

solo tedesco e non capiscono cosa richiedono i migranti.

Negli ultimi giorni, i controlli si sono spinti fino a Zurigo: mentre inizialmente i respingimenti

venivano eseguiti da Chiasso e dal Ticino, ora c' è chi viene riportato in Italia anche da

zone più a nord.

Sulla linea dei treni TILO, che passa dalle FS italiane alle FFS svizzere, avviene un

controllo capillare con l' uso non solo di sbirri che presidiano le stazioni e i treni, ma anche

di telecamere che permettono di vedere dove salgono i migranti e sapere esattamente

dove saranno sui treni.

Anche sui treni Trenord, i controllori, aiutati da militari dell' esercito e sbirri in borghese,

fanno scendere i migranti.

Per sorvegliare le zone di confine sono aumentate le telecamere, sono stati disposti dei

nuovi fari per l' illuminazione e i sentieri vengono monitorati con l' utilizzo di droni.

Nei prossimi giorni seguiranno aggiornamenti e appuntamenti.

nemici e nemiche delle frontiere


14 luglio 2016

13 LUGLIO 2016: AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE A COMO-CHIASSO A SEGUITO DELLA CHIUSURA DELLA FRONTIERA E DEI RESPINGIMENTI

DISTRUGGERE LE FRONTIERE SUBITO!
NO BORDERS, NO DEPORTATIONS!

Presso tutti i valichi svizzeri si procede al respingimento, i/le migranti ritornano la sera in stazione a Como San Giovanni per cercare di capire come fare nel proseguire il loro viaggio, quasi tutt*sono dirett* in Germania e paesi del Nord Europa.

Al momento sono presenti in stazione minori non accompagnati e diverse persone che non parlano nè inglese nè francese e con le quali è difficile comunicare. Molte di loro questa mattina presto hanno provato nuovamente a salire su un treno in direzione di Chiasso. Altre si sono incamminate a piedi in direzione della dogana.
La stazione di Como è presidiata 24 ore su 24 da camionette della polizia, i/le migranti che cercano di proseguire a piedi lungo i binari in direzione di Chiasso vengono bloccat*.
Presidiati anche diversi punti lungo le recinzioni di confine in zona Ponte Chiasso in direzione Tavernola, per evitare accessi attraverso il fiume.
Respingimenti anche al valico autostradale di Brogeda, diverse persone migranti camminano a piedi lungo l'autostrada cercando una via d'accesso.

Ad ogni arrivo dei treni dall' Italia alla stazione di confine Chiasso, le guardie di confine svizzere (i cui effettivi in questi mesi estivi sono aumentati con la presenza di agenti provenienti da tutta la Svizzera) effettuano controlli a tappeto fermando qualsiasi persona "non-bianca", in una vera e propria operazione di "racial profiling". Molte persone che tentano di entrare in Svizzera per recarsi in Germania o altri paesi del Nord Europa vengono respinte immediatamente e ributatte sui treni in direzione dell'Italia. Forte presenza di guardie di confine, polizia, polizia ferroviaria e agenti di sicurezza privata Securitas anche alla stazione di Lugano, sui treni della linea Chiasso-Lugano-Bellinzona e in tutte le zone di confine.

Durante la giornata di ieri 60 persone sono state fermate a Bellinzona su un treno proveniente da Milano, rimandate a Chiasso ed in seguito espulse.
Nonostante la situazione d'emergenza, la stazione di Como viene chiusa a mezzanotte. Due giorni fa la polizia ha chiuso la stazione costringendo sotto i portici e al parco sotto la pioggia i/le migranti presenti. Ieri verso la una hanno tentato di chiuderla nuovamente, ma grazie alla presenza di alcune persone solidali che si sono opposte e hanno presenziato, è rimasta aperta. 
In stazione la situazione rimane critica, diverse persone han passato la notte al freddo senza felpe nè coperte.
Nonostante le dichiarazioni dei politici cittadini e l'intervento di Caritas e Croce Rossa, in stazione mancano ancora servizi igenici, wc, l'accesso alla possibilità di lavarsi, cestini idonei alla raccolta dei rifiuti, sufficienti coperte, e cibo per chi arriva in orari in cui non c'è possibilità di recarsi alla mensa. Tutta la rete di solidarietà che si sta sviluppando in queste ore è spontanea e dal basso, con persone solidali che anche ieri sera hanno portato cibo, vestiti, scarpe e generi di prima necessità direttamente in stazione.

Lanciamo l'appello ad una presenza dopo le ore 22 questa sera,
quando telecamere, giornalisti e grandi associazioni smettono di essere presenti e serve una presenza a garantire che la stazione rimanga aperta, oltre che portare una vicinanza complice e solidale.

Alcune nemiche e alcuni nemici delle frontiere

05 luglio 2016

Frontiera del Brennero: a che punto siamo



Dalla ribalta mediatica al silenzio. Della “questione Brennero” non si parla più, se non per elogiare, di tanto in tanto, il prevalere del buon senso e della collaborazione sulla logica dei muri. La realtà, ovviamente, è ben diversa.
Si può dire, innanzitutto, che la polizia austriaca ha raggiunto gli obiettivi che aveva dichiarato durante la conferenza stampa del 27 aprile: predisporre le strutture di controllo al Brennero in caso di un eventuale aumento degli immigrati in arrivo, modulandone caratteristiche e tempi a seconda dei controlli effettuati a sud del Brennero dalla polizia italiana. Se persino i sindacati di polizia hanno definito atteggiamento da zerbino quello del governo italiano (di fatto da Bolzano in su la gestione è in mano alla polizia austriaca) possiamo farci un’idea della pronta collaborazione nei controlli e, sullo sfondo, di quanto preoccupino eventuali disagi al transito delle merci al Brennero.
Cerchiamo quindi di descrivere la situazione attuale.
Mentre continuano i controlli trilaterali - tedeschi, austriaci e italiani - sui treni internazionali (gli OBB Verona-Monaco), si sono rafforzati i controlli su tutti i treni già a partire da Verona, dove una massiccia presenza di polizia ferma chiunque abbia la pelle scura prima di accedere ai binari. Lo stesso avviene nella stazione di Bolzano. Per gli immigrati è dunque molto difficile superare Bolzano. Nonostante gli arrivi al Brennero siano davvero pochissimi, i lavori preliminari per i controlli alla frontiera sono andati avanti, a dispetto delle chiacchiere trionfalistiche dei politici. E’ stata costruita, nell’aria di sosta dell’autostrada poco dopo il confine italiano, una grande tettoia, una sorta di sottopasso obbligato per le auto lungo una cinquantina di metri, largo una decina e alto cinque. Sarebbero inoltre pronti novanta container da posizionare lì vicino come strutture per l'identificazione dei “sospetti”. Il “programma di gestione del confine” è dunque proseguito.
Ma per capire come la “gestione” abbia diverse facce, tutte complementari, è necessario allargare lo sguardo.
Prepararsi alla chiusura della frontiera: si può riassumere in tal modo la collaborazione fra istituzioni, polizia e associazioni cosiddette umanitarie. 
Infatti, mentre il numero di poliziotti e militari italiani impegnati nei controlli anti-immigrati è salito a centotrenta, in un padiglione della Fiera di Bolzano si sono predisposti quattrocento posti per quello che la lingua di Stato chiama “centro di smistamento veloce”. La merce da smistare, ovviamente, sono gli immigrati: i “rifugiati politici” da spedire nel sistema-business della cosiddetta accoglienza, i “rifugiati economici” da rimandare indietro. 
Siccome l'esperienza degli ultimi anni dimostra che i grossi assembramenti di profughi creano potenzialmente dei conflitti, assieme alla più istituzionale Caritas ecco entrare in scena anche la cosiddetta società civile, con Fondazioni dall'aria antirazzista, come la Fondazione Alex Langer, che lanciano appelli per inserire anche gli appartamenti dei “solidali” nel sistema di gestione dei richiedenti asilo. Aggiungiamoci un concerto “Refugees Welcome” al Brennero in cui si contrappongono “musica e sorrisi” agli scontri del 7 maggio e in cui si dichiara, a qualche metro dalla tettoia per i controlli di polizia, che al Brennero non c'è né ci sarà mai alcuna frontiera, ed avremo il quadro d'insieme.
Per chi non vuole smistare né gestire altri esseri umani, la prospettiva rimane quella di sempre: far saltare il sistema-frontiera nelle sue diverse articolazioni. 


04 luglio 2016

Volantino distribuito al pubblico della serata di mercoledì 1 luglio del Folk Festival di Trento.

Il testo che segue è il contenuto del volantino distribuito al pubblico della serata di mercoledì 1 luglio del Folk Festival di Trento, edizione dal titolo S-confini d'Europa.
Oltre ai volantini è stato anche affisso uno striscione ("Calais, Brennero, Idomeni...Abbattere i confini della fortezza Europa").

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La musica e il suo rovescio
La musica “non è mai un documento della cultura senza essere insieme un documento della barbarie”.
Si potrebbe dire così, riprendendo un passaggio di quel testamento etico-politico del ‘900 che sono le Tesi sul concetto di storia di Walter Benjamin.
Nella presentazione di Itinerari Folk 2016 si legge “mentre si rialzano muri e confini e il sentimento più evocato è quello della paura, i giovani artisti sembrano capaci di esprimere un’energia vitale straordinaria”.
Quando ascoltiamo queste sonorità internazionali, cerchiamo di coglierne il rovescio: il silenzio, che è il suono di chi viene quotidianamente soggiogato.
Oggi per tante e tanti “l’energia vitale straordinaria” si infrange sotto le bombe, naufraga in mezzo al Mediterraneo, viene internata in qualche struttura di detenzione amministrativa o abbattuta dai fucili della polizia.
Cerchiamo di avvertire, dietro queste note che sconfinano, la voce dei militanti baschi torturati dalla Guardia Civil spagnola, il rumore degli scarponi dei neonazisti che sfilano in Polonia, l’ignobile sibilo del filo spinato che ricopre l’intero confine ungherese, parte di un’Europa sempre più concentrazionaria.
Non sono suoni lontani. A due passi da noi, chi ha la pelle scura non può salire sui treni per via dei controlli al viso eseguiti dalla polizia.
Fatevi un giro alla stazione di Verona o di Bolzano.
A due passi da noi si lavora in sordina per istituire la frontiera al Brennero:
una grande tettoia per i controlli è già stata eretta e stanno per arrivare novanta container.
Attorno a tutto questo c’è per lo più silenzio.
Vogliamo una musica che non sia insieme un documento della barbarie.
Verrà anticipata, questa musica, dall’“energia vitale straordinaria” della rivolta, delle barriere abbattute, delle bandiere disertate, delle gabbie aperte, di una solidarietà che se ne infischia degli stati e delle leggi.
Che bel concerto sarà il crollo di un ordine disumano.


Abbattere le frontiere

BOLOGNA - Azione contro Obb e Trenitalia, complici delle identificazioni forzate e dei rastrellamenti.


Oggi, sabato 2 luglio, una ventina di nemiche e nemici delle frontiere ha ritardato la partenza del treno Obb delle 11.52 nella stazione di Bologna, sulla linea che collega Rimini a Monaco, volantinando sulla banchina e poi spostandosi sui binari con lo striscione “Obb e Trenitalia: comfort per i turisti, blocchi per i migranti, bruciamo le frontiere”.


Il testo del volantino:
Il treno su cui stai per salire è stato inaugurato lo scorso 17 giugno dalle ferrovie austriache Obb per collegare Monaco a Rimini passando per Bologna e così facilitare l’arrivo in Romagna dei turisti austriaci e tedeschi per le vacanze estive.
Dopo le dichiarazioni austriache di non voler costruire una barriera fisica al Brennero, i due stati hanno deciso di intensificare i controlli sui treni che attraversano il confine, quello su cui stai per salire è uno di questi. Tali controlli vengono perpetuati dalla polizia italiana, austriaca e tedesca con lo scopo di identificare e bloccare le persone “non bianche” senza documenti che provano a spostarsi oltre confine. Lo Stato italiano, supportato da quello austriaco e tedesco sta instaurando un vero e proprio regime razzista. In questo modo cerca di rendere le zone di confine impermeabili a tutti coloro che sono costretti a viaggiare senza documenti perché decisi a non sottostare alle condizioni dettate dal Regolamento di Dublino (richiedere asilo nel primo paese europeo d’arrivo) che avviano lunghi tempi d’attesa e procedure burocratiche inconcludenti. Volantiniamo su questo binario per rendere evidente e pubblica la contraddizione in atto: se un da un lato i turisti possono rientrare liberamente alle loro case, i migranti in transito vengono bloccati, respinti, identificati e deportati. Da Choucha a Calais, da Idomeni a Ventimiglia passando per Melilla , Lampedusa e il Brennero, abbattiamo le frontiere esupportiamo la libertà di movimento!
Alcun* nemiche e nemici delle frontiere

28 giugno 2016

Londra: resistenza alle retate





Lo scorso lunedì pomeriggio, il quartiere di Deptford, a sud-est di
Londra, ha respinto il team retate dell’ufficio Immigrazione degli
Affari Interni. I bulletti degli Affari Interni, a quanto si dice,
erano stati avvistati diverse volte nelle settimane precedenti mentre
facevano le cosiddette “raccolte di informazioni”, vale a dire
molestando i negozianti per avere il permesso di svolgere “operazioni”
nei loro locali, così da evitare la scocciatura di chiedere un mandato
al tribunale.

Lunedì 13 giugno sono tornati in forze, ma la gente li ha cacciati e
mandati via a mani vuote. Sono partiti con diverse auto civetta ma
hanno abbandonato in strade secondarie i loro furgoni razzisti,
successivamente ristrutturati con finestrini rotti e messaggi scritti
con le bombolette.

La notte successiva, sono apparsi manifesti lungo tutta la strada
principale di Deptford per spiegare quello che era successo.

È importare mantenersi all’erta. È possibile che la resistenza abbia
allontanato le retate per un po’: dopo la resistenza della scorsa
estate, al mercato di East Street non ci sono state visite per quasi
un anno. Ma questa certezza non si può garantire, potrebbero tornare
ogni giorno per vendicarsi. Il manifesto dice: “I bulli dell’ufficio
immigrazione (UKBA) sono stati avvistati per tutta la scorsa settimana
nei dintorni della strada principale di Deptford, molestando i
negozianti. Lunedì sono tornati per le retate contro i lavoratori e
sono stati cacciati via. Nel nostro quartiere i/le migranti sono
benvenut*. Poliziotti, ufficiali giudiziari, proprietari immobiliari
non sono benvenuti! Risponderemo agli attacchi!
network23.org/antiraids

Il mercato di Deptford è un obiettivo regolare delle retate degli
Affari Interni, spesso fatte insieme a polizia, consiglio comunale e
altri enti. Ad aprile c’è stata l’ultima grande retata. Come per gli
altri mercati di strada di Londra (come quello di East Street), ci
sono chiari collegamenti tra questi attacchi che mirano ai/alle
migranti e gli attacchi più ampi sul quartiere, come quelli di
proprietari immobiliari e autorità statali che collaborano per
“ripulire” l’area, sgomberando tutte le persone considerate
indesiderabili. Ma la resistenza sta crescendo. A Deptford c’è un
banchetto informativo di “Deptford Anti Retate” ogni sabato nel
mercato, e questo lunedì ha mostrato che le persone sono pronte al
contrattacco.